Escursioni e Progetti in Italia - Monti Simbruini

PERIODO DELLE ATTIVITA': annuale

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: nessuna

DURATA: 1 giorno

TIPOLOGIA: Escursione

Monti Simbruini - GeoTrekking Campo dell'Osso

Antichi fondali marini che oggi formano le vette dell’Appennino, altopiani carsici e terre vulcaniche. Una geo-passeggiata in compagnia di un Geologo nella faggeta di Campo dell’Osso che ci porterà a scoprire un particolare affioramento di fossili marini, doline e inghiottitoi carsici.

Trekking di bassa difficoltà che segue itinerari su sentieri battuti sterrati con pendenze variabili sia all’interno del bosco che lungo le radure dell’altopiano. Il percorso particolarmente didattico permette di conoscere da vicino le incredibili forme del paesaggio carsico simbruino. Doline, inghiottitoi, rocce modellate dal carsismo si affiancano ad importanti testimonianze delle presenza a poca distanza di grandi distretti vulcanici del passato.

GeoTrekking Sorgente dell'Inferniglio

Dalla cascata di Trevi nel Lazio lungo la sterrata dell’Aniene, per raggiungere la Mola Vecchia e la sorgente carsica dell’Inferniglio

Trekking di bassa difficoltà che segue itinerari su sentieri battuti sterrati con pendenze variabili sia all’interno del bosco che lungo le strade sterrate di fondo valle. Il percorso si sviluppa lungo il corso del fiume Aniene tra suggestivi prati fioriti e radure solcate da acqua cristallina. Lungo il percorso si attraverserà il fiume Aniene guadandolo in luoghi sicuri per osservare da vicino le particolarità delle conformazioni geologiche che generano locali sorgenti puntuali di rara bellezza. Sosta alla sorgente del Cardellino e visita del cunicolo artificiale concrezionato con stalattiti e velette di calcite. Arrivo alla Mola Vecchia e visita al sistema di captazione delle acque del fiume per la molitura. Visita alla Grotta carsica dell’Inferniglio.

GeoTrekking Monte Autore

Una geo-passeggiata da Campo dell’Osso a Monte Autore in compagnia di un geologo per osservare da vicino le tante particolari forme del paesaggio carsico dei Simbruini.

Trekking di media difficoltà che segue itinerari su sentieri battuti sterrati con pendenze variabili sia all’interno del bosco che lungo il crinale di quota che porta alle Vedute sulla Valle del Simbrivio sotto il Monte Autore. Tempi di percorrenza da ½ giornata ad una giornata intera. Percorso di ritorno su strada sterrata ed asfaltata fino al Rifugio Capriolo a Campo dell’Osso. Dal panoramico belvedere dell’Autore si protendono ripide nella valle del Simbrivio, una conca irregolare chiusa ad oriente dalle brulle pendici del Colle della Tagliata e bordata a meridione dall’altopiano carsico del Faito. Lo sguardo è catturato soprattutto dalla netta linea di contatto tra queste due diverse realtà, disegnata dalle rupi calcaree del Dente di Faito, una cengia rocciosa protesa sul sottostante paese di Vallepietra. E’ un paesaggio che beneficia enormemente dello stato ancora naturale dei luoghi. Lungo i fianchi dell’Autore oggi non si incontrano più i carbonai e la frequentazione dell’uomo è indotta essenzialmente dalle peculiarità ambientali del territorio. Il luogo è carico di suggestione e di indiscutibile interesse per gli appassionati di montagna. La conformazione dell’altopiano carsico ha reso quest’area particolarmente idonea per gli sport invernali.

Vallepietra e le Sorgenti del Simbrivio

Itinerario – Cascate di Trevi. Borgo di Vallepietra. Santissima Trinità

Sull’origine del paese di Vallepietra resta molta incertezza. Secondo alcuni il nome sarebbe da ricondurre a Petra Imperatoris, denominazione senz’altro ben più antica del paese stesso con cui si indicava il luogo dove Nerone avrebbe posto una lapide all’uscita di una delle sorgenti che alimentava il Torrente Simbrivio. La denominazione Vallis Petrae appare per la prima volta in un documento del Regestro Sublacense con il quale papa Niccolò II, nel XI secolo, unì la diocesi di Trevi, alla quale il borgo sottostava, a quella di Anagni. Sin dai tempi più antichi la Santissima Trinità è stata meta di pellegrinaggio. Posizionata lungo importanti percorsi di transumanza, venne narrata anche in luoghi lontani portando intere comunità a sfidare lunghe marce per raggiungere in religioso silenzio il luogo di culto. Tuttora la venerazione si manifesta nei giorni di ricorrenza quando file di pellegrini giungono da ogni dove percorrendo le ultime centinaia di metri dell’accesso al Santuario tra preghiere e riti di accensione di candele votive. Tra le più suggestive tradizioni popolari legate alla venerazione della Trinità va ricordato il “Pianto delle Zitelle” che dal XVII sec. rievoca, all’alba della domenica dopo Pentecoste, la passione di Cristo con i canti delle giovani ragazze di Vallepietra.

Altopiano carsico di Monte Livata

Itinerario – Monte Livata. Campo dell’Osso. Monna dell’Orso. Monte Autore

Il primo elemento dominante del paesaggio riguarda le forme superficiali dell’altopiano, un alternarsi di bassi rilievi smussati e lievi depressioni spesso sede di estese superfici pane. E’ una condizione che rispecchia la struttura geologica dell’area, formata da un corpo roccioso di origine sedimentaria la cui originaria forma tabulare, solo in parte disturbata dai movimenti legati alla nascita della catena montuosa, disegna ancora le linee essenziali del territorio. La copertura vegetale dell’altopiano costituisce il secondo elemento paesaggistico di rilievo. Vi si riconoscono subito due connotazioni tanto nette quanto tra loro antitetiche: il fitto bosco di faggio, e le aree prative, dove la vegetazione si riduce a una discontinua coltre erbosa inframmezzata alla roccia viva. Anche in questo caso il paesaggio risente della natura geologica del sottosuolo, ed in particolar modo della composizione mineralogica delle rocce. La zona è composta quasi esclusivamente da calcari, quindi rocce soggette a quell’insieme di processi erosivi noto col termine di carsismo. Sebbene tutta la superficie dell’altopiano sia interessata dal fenomeno carsico, esso appare particolarmente evidente nelle zone prive di bosco e ricche di affioramenti rocciosi. Qui il paesaggio mostra condizioni di aridità tipiche delle aree carsiche e si caratterizza per le forme dovute alla marcata dissoluzione della roccia da parte delle acque meteoriche; si va dai cosiddetti campi carreggiati, sorta di lunghe incisioni impresse nella roccia che richiamano i solchi lasciati dal passaggio di un carro, alle doline, depressioni di forma grossolanamente circolare create da crolli sotterranei della massa rocciosa, fino alle uvale, nate dalla coalescenza di più doline e quindi sviluppate su estensioni territoriali relativamente grandi.

Santa Scolastica e Sacro Speco

Borgo medievale di Subiaco. Ruderi della Villa di Nerone lungo la valle dell’Aniene. Santa Scolastica con il suo prezioso museo e la ricca collezione di manoscritti. Sacro Speco l’eremo di San Benedetto.

I primi segni di una diffusa frequentazione umana della zona si devono agli Equi, popolazione di stirpe italica che abitava la Valle dell’Aniene in epoca pre-romana. Resti di mura poligonali attribuibili a un centro fortificato (oppidum), indicano che in corrispondenza dell’attuale Subiaco sorgeva uno dei tanti fortilizi che gli Equi abitarono fino al IV secolo a.C., epoca del loro totale annientamento avvenuto per mano dei Romani. Sotto il dominio di Roma la zona perse d’interesse strategico e per oltre tre secoli l’attenzione si spostò soprattutto sulla piana a valle dell’attuale cittadina dove furono individuate le sorgenti con cui alimentare ben tre dei nove acquedotti che servivano la Città Eterna. Il territorio di Subiaco tornò ad essere frequentato attivamente solo nel I sec. d.C quando Nerone decise di realizzarvi una grande villa, concepita per godere delle bellezze ambientali del luogo. Si trattava di un complesso articolato su più edifici posto all’imbocco della gola dell’Aniene, tra i monti Taleo e Francolano. La storia dei luoghi è legata alla comunità benedettina di Santa Scolastica e del Sacro Speco. A Giovanni V, si deve l’avvio della pratica amanuense del monastero che nel giro di solo due secoli portò la biblioteca di Santa Scolastica a contare ben diecimila volumi. In ossequio ai dettami di San Benedetto, l’attenzione di molti abati per la cultura non fu certo un fatto secondario. Prova ne sia che proprio alla comunità di Santa Scolastica si deve l’introduzione in Italia dell’arte della stampa, avvenuta nel 1465 con la stampa tipografica del primo libro da parte di due chierici tedeschi allievi di Schoeffer, stampatore in Magonza coevo di Gutemberg.

Le Sorgenti dell’Acqua Marcia e Cervara di Roma

Itinerario – Anticoli Corrado con visita al borgo medievale degli artisti. Mola Vecchia e sorgenti solfuree dell’Auriella lungo il fiume Aniene. Acque minerali di Marano Equo. Borgo di Cervara di Roma

Il percorso permetterà di conoscere un angolo nascosto del territorio della media valle del fiume Aniene tra piccole sorgenti di limpida acqua e caratteristici borghi medievali arroccati sulle alture che dominano la vallata. In località Marano Equo, sarà possibile degustare le particolari acque che sgorgano dalla roccia famose per le loro proprietà terapeutiche (ruderi del Bagno del Turco). L’itinerario si conclude a Cervara di Roma incantevole borgo che sorge su uno sperone di roccia del versante occidentale del Monte Pellione, in posizione dominante sulla Valle dell’Aniene. Luogo storico di transumanza, oltre che sito idoneo a installazioni difensive, già abitata nell’Età del Bronzo, come testimoniato dalle tracce di frequentazione umana ritrovate proprio nei pressi di Cervara di Roma, in corrispondenza di alcune pareti rocciose utilizzate come riparo dagli antichi abitanti della zona.

Winter Trekking Campo dell’Osso

Itinerario - Antichi fondali marini che oggi formano le vette dell’Appennino, altopiani carsici e terre vulcaniche. Una geo-passeggiata in compagnia di un Geologo tra le nevi di Campo dell’Osso che ci porterà a scoprire le forme invernali degli altipiani simbruini

Trekking di bassa difficoltà che segue itinerari su piste con ciaspole con pendenze variabili sia all’interno del bosco che lungo le radure dell’altopiano. Il percorso particolarmente didattico permette di conoscere da vicino le incredibili forme del paesaggio invernale simbruino.

Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini - Il territorio, prevalentemente montuoso, è caratterizzato dalla presenza di due corsi d'acqua: il fiume Aniene, che nasce in uno dei luoghi più suggestivi del Parco in località Fiumata nel Comune di Filettino (Fr), e il torrente Simbrivio, che ha origine poco a monte dell'abitato di Vallepietra (Rm) sotto il santuario della SS.Trinità. Ai due fiumi fanno da contorno le montagne del sistema orografico dei Simbruini: le vette del Monte Viglio (2156 m) e del Monte Tarino (1961 m), il Monte Autore (1855 m) da cui si gode uno spettacolo particolarmente suggestivo e il Monte Cotento (2015 m) che domina l'abitato di Filettino. La catena montuosa è interrotta da vari pianori di origine carsica, aree pianeggianti circondate da pendici ammantate di faggete, dove non è raro trovare doline ed inghiottitoi che testimoniano il lavoro secolare dell'acqua sulla matrice rocciosa. Presenti anche molte grotte: La Grotta dell'Inferniglio nel comune di Jenne (Rm), il Pozzo del Gelo a Camerata Nuova (Rm) e Grotta Stoccolma a Campaegli nel comune di Cervara di Roma (Rm) ne sono un esempio. Tra i piani carsici più interessanti si segnalano quelli di Camposecco, Campaegli, Campo Buffone, Fondi e Ceraso.

Parco Regionale Monti Simbruini

Geologi di professione e Viaggiatori per passione

VIAGGIARE, UNA PASSIONE, UN LAVORO A VOLTE UN’ESIGENZA. PAESI LONTANI MA ANCHE TERRE VICINE VISSUTE OSSERVANDO CON IL COMPITO DI SALVAGUARDARE LE FORME DEL PAESAGGIO E LA CULTURA DEI POPOLI.

la nostra professione ci ha portato a conoscere luoghi lontani e poco battuti dal turismo. Le attività che svolgono i Geologi, sono volte allo studio ed alla conservazione della geodiversità, quell’inestimabile patrimonio culturale che rappresenta l’equilibrio tra uomo e natura. Negli anni anche grazie alle numerose collaborazioni in Italia e all’Estero, ho appreso che la strada migliore per contribuire concretamente alla valorizzazione della geodiversità del nostro Pianeta, passa attraverso la proposizione di iniziative nelle quali far divenire i partecipanti veri protagonisti. In questa "avventura" non sono solo ma in compagnia di validi amici grandi collaboratori ed ottimi professionisti che condividono con me questa filosifia di viaggio.

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